Carboidrati, frutta e uova: 3 miti da sfatare sull'alimentazione

Ci sono degli assunti che sono diventati dei veri e propri miti riguardo l’alimentazione. Noi vi sveliamo perché sono assolutamente infondati o costituiscono delle verità parziali.

  • Consumare carboidrati fa ingrassare:


L’incidenza dei carboidrati sul peso corporeo è davvero relativa, di certo qui entrano in gioco le quantità, la cottura, il tipo di carboidrati e l’eventuale condimento: fattori la cui relatività rende per definizione questo assunto totalmente infondato .
Di base si sa che i carboidrati hanno a che fare con i livelli di insulina ed è in questo caso che possono espletare diverse funzioni che dipendono assolutamente anche da caratteristiche proprie del vostro organismo come la percentuale di massa magra, i livelli di zuccheri e grassi già presenti nel vostro sangue e il vostro livello di attività. Il tutto è quindi sintetizzabile in: assumere carboidrati senza ingrassare è possibile ma ciò è strettamente legato al vostro livello di attività fisica: più attività fisica corrisponde a un aumento di massa magra che permette una corretta metabolizzazione dei carboidrati .
Nel momento in cui i vostri livelli di massa magra sono alti significa che siete in grado di utilizzare i carboidrati come fonte di energia primaria e non come energia non spendibile che si accumula e ci fa ingrassare.

  • I tuorli d’uovo incidono massivamente sui livelli di colesterolo cattivo


La demonizzazione del tuorlo d’uovo si è finalmente placata grazie a una corretta divulgazione scientifica che ne ha spiegato esattamente sostanze nuritive, sostanze dannose e come queste sono legate sia alla scelta delle uova che alla loro cottura. Ma vediamo con calma come è possibile sfruttare al massimo il valore nutritivo di un alimento così prezioso:
Per prima cosa bisogna conoscere i nostri valori di colesterolo e in che proporzione sono dati da
– colesterolo prodotto dal nostro corpo
– colesterolo apportato da dai cibi che consumiamo
I due tipi di colesterolo si influenzano e si compensano a vicenda ma questo non accade nei casi di colesterolemia familiare e sono proprio questo soggetti che devono avere più riguardo nel consumo di uova e di alimenti grassi in generale.
Per chi invece non ne soffre, basta prestare attenzione alla cottura delle uova in quanto:
– L’albume va mangiato cotto perché nella sua forma cruda contiene un elemento che inibisce la presenza di biotina
– Il tuorlo è più efficiente da crudo, infatti l’azione della lecitina, che inibisce il colesterolo del tuorlo, viene disattivata al momento della cottura.
Ne consegue che il modo migliore per consumare e cuocere le uova è alla coque, all’occhio di bue o in camicia.

  • Non si mangia la frutta dopo i pasti


Tutto quello a cui bisogna far riferimento in questo caso è il contenuto di fruttosio. Per decidere quale livello sia migliore per il nostro corpo bisogna farlo dipendere dalla quantità di cereali che assumiamo giornalmente.
Un consumo medio/alto di cereali, pasta, pane e amidi in generale prevede un apporto di fruttosio basso, soprattutto per chi soffre di colon irritabile. Mentre in una dieta povera di cereali è concesso aumentare la quota di fruttosio.
In linea di massima non bisognerebbe superare i 50 g di fruttosio al giorno, quota che può scendere fino alla metà per chi soffre di colon irritabile e che può salire per chi invece non mangia o mangia pochi cereali.
In definitiva chiunque può permettersi di assumere fruttosio (complicazioni personali permettendo), può mangiare anche 3 frutti al giorno a prescindere dalla vicinanza ai pasti.
 

fonte: project invictus